Subire un incidente stradale, un infortunio sul lavoro o un altro evento dannoso significa spesso affrontare non solo le conseguenze fisiche ed emotive dell’accaduto, ma anche importanti ripercussioni economiche. In questi casi, il danno emergente e da lucro cessante rappresentano due aspetti fondamentali del risarcimento, poiché consentono di ottenere due rimborsi diversi e riconosciuti dalla legge italiana.
In questo articolo vedremo cosa sono il danno emergente e il lucro cessante, quali sono le principali differenze e come vengono calcolati.
Danno emergente e lucro cessante: definizione
Il concetto di danno emergente e lucro cessante trova il proprio fondamento nell’art. 1223 del Codice Civile. La giurisprudenza spiega che il risarcimento deve comprendere sia la perdita subita dal danneggiato che il mancato guadagno conseguente all’evento lesivo, purché si tratti di conseguenze immediate e dirette del fatto dannoso.
Il danno emergente e il lucro cessante costituiscono infatti le due principali componenti del danno patrimoniale, ossia il pregiudizio che incide direttamente sulla sfera economica della persona danneggiata e che può essere oggetto di risarcimento.
Detto ciò, il legislatore distingue così le due diverse forme di danno:
- il danno emergente, che consiste nella diminuzione concreta e immediata del patrimonio della vittima;
- il lucro cessante, che riguarda invece il mancato incremento patrimoniale che si sarebbe verificato in assenza dell’evento dannoso.
Entrambe le voci possono essere riconosciute nell’ambito di una richiesta di risarcimento danni, ma richiedono modalità di prova e criteri di valutazione differenti. Oltretutto, alle perdite economiche possono aggiungersi anche profili non patrimoniali come il danno morale, legato alla sofferenza psicologica subita dalla vittima.
Il danno emergente
Il danno emergente rappresenta la perdita economica effettivamente subita dal danneggiato. Si tratta di una riduzione patrimoniale già verificatasi e direttamente collegata all’evento che ha causato il danno. In termini pratici, comprende tutte le spese sostenute o i beni perduti a causa dell’illecito.
Nei casi di incidente stradale il danno emergente può includere:
- i costi di riparazione del veicolo;
- le spese mediche e riabilitative;
- le spese di trasporto sostenute durante il periodo di cura;
- le spese per assistenza domiciliare;
- il costo di eventuali perizie tecniche;
- il mancato guadagno immediato dovuto alla sospensione temporanea dell’attività;
- la perdita di reddito dovuta a un periodo di incapacità lavorativa;
- i canoni di locazione persi durante il periodo di inagibilità;
- la perdita o il danneggiamento di beni presenti nel veicolo al momento del sinistro.
Il danno emergente è di solito più semplice da dimostrare perché può essere documentato attraverso fatture, ricevute, preventivi, scontrini o altra documentazione contabile che attesti la perdita economica subita.
Un esempio concreto può essere anche quello di un pedone coinvolto in un sinistro che sostiene spese per il pronto soccorso, farmaci ed eventuale percorso di fisioterapia. Tutti questi esborsi costituiscono un danno emergente poiché incidono direttamente sul patrimonio della vittima.
Il danno da lucro cessante
Il lucro cessante consiste nel mancato guadagno che il danneggiato avrebbe ragionevolmente ottenuto se l’evento lesivo non si fosse verificato. Riguarda quindi un vantaggio economico futuro che non si è potuto realizzare.
Questa tipologia di danno è particolarmente frequente nei casi in cui l’incidente o l’infortunio impediscono alla persona di svolgere la propria attività professionale.
Tra gli esempi più comuni di lucro cessante troviamo:
- la riduzione della capacità lavorativa futura conseguente a lesioni permanenti;
- la perdita di clienti o opportunità commerciali per un professionista;
- la perdita di fatturato futuro dovuta all’impossibilità di proseguire l’attività;
- i canoni di locazione non percepiti durante il periodo necessario al ripristino di un immobile danneggiato.
A differenza del danno emergente, il lucro cessante è più difficile da dimostrare perché richiede una valutazione prognostica. Occorre infatti provare, attraverso documentazione e presunzioni, che il guadagno sarebbe stato effettivamente conseguito in assenza dell’evento dannoso.
Come si calcolano il danno emergente e il lucro cessante
Il calcolo del danno emergente e del lucro cessante richiede un’attenta analisi delle conseguenze economiche derivanti dall’incidente. Sebbene entrambe le voci rientrino nel danno patrimoniale, i criteri utilizzati per la loro quantificazione sono differenti.
Per quanto riguarda il danno emergente, la valutazione si basa generalmente sulla documentazione che dimostra le spese sostenute o il valore economico dei beni perduti. In presenza di fatture, ricevute, preventivi, perizie tecniche e documenti sanitari, è possibile quantificare con precisione la perdita patrimoniale subita dal danneggiato.
Mentre il lucro cessante richiede una stima del mancato guadagno. In questo caso è necessario dimostrare che esisteva una concreta probabilità di conseguire un determinato vantaggio economico e che tale possibilità è stata compromessa dall’evento lesivo.
La valutazione può basarsi su:
- dichiarazioni dei redditi;
- buste paga;
- fatturati degli anni precedenti;
- contratti già sottoscritti;
- ordini acquisiti e non eseguiti;
- dati economici e contabili dell’attività professionale o imprenditoriale.
Nel caso di un incidente stradale, un libero professionista potrà dimostrare il lucro cessante confrontando il proprio fatturato abituale con quello registrato durante il periodo di inattività causato dalle lesioni riportate.
Quando non è possibile determinare con assoluta precisione l’ammontare del danno, il giudice può procedere a una liquidazione equitativa, valutando tutte le circostanze del caso concreto e le prove disponibili.
È importante sottolineare che sia il danno emergente che il lucro cessante devono essere collegati da un preciso nesso causale all’evento dannoso. Ciò significa che il danneggiato deve dimostrare che le perdite economiche subite sono la conseguenza diretta e immediata del fatto che ha generato il danno.
Ottieni il giusto risarcimento con l’assistenza di professionisti esperti
La corretta quantificazione del danno emergente e del lucro cessante rappresenta uno degli aspetti più delicati di una richiesta di risarcimento. Una valutazione incompleta o una documentazione insufficiente possono infatti comportare il riconoscimento di somme inferiori rispetto a quelle effettivamente spettanti.
Per questo motivo è fondamentale affidarsi a professionisti esperti in infortunistica, in grado di raccogliere le prove necessarie, ricostruire il danno subito e gestire ogni fase della pratica risarcitoria. La nostra agenzia di infortunistica di Bologna Forum & Partners affianca la persona danneggiata in ogni fase dell’iter risarcitorio, dalla raccolta della documentazione alla trattativa con le compagnie assicurative, fino all’ottenimento del rimborso.
Inoltre, operiamo senza richiedere alcun anticipo spese, offrendo una prima consulenza gratuita per valutare il caso e individuare il percorso più adatto alle specifiche esigenze della vittima.
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